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Dimagrire facilmente grazie alla dieta metabolica

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Hai mai sentito parlare della dieta metabolica? Si tratta di un sistema di dimagrimento basato su un regime alimentare ideato dal dottor Mauro di Pasquale, esperto italo-canadese, che trae spunto dal principio della conversione di utilizzo substrati energetici. Secondo la dieta metabolica, in sostanza, durante la digestione l’efficienza metabolica dell’ossidazione messa in atto dai lipidi, che determina il dimagrimento, muta a seconda delle consuetudini nutrizionali di ogni persona.

In parole più semplici, secondo Di Pasquale se sei abituata a mangiare principalmente zuccheri brucerai soprattutto carboidrati; se sei abituata a consumare prevalentemente grassi, brucerai specialmente le riserve lipidiche, traendo le tue energie da quelle riserve, con conseguente dimagrimento. Secondo questa dieta, gli enzimi cellulari sono sensibili e mutano a seconda delle concentrazioni dei due substrati nel sangue.

Come funziona?

Il sistema che sta alla base della dieta metabolica presuppone una divisione in due periodi: il primo periodo è detto periodo di valutazione, dura al massimo due settimane e serve ad individuare la quota massima di carboidrati di cui la persona ha bisogno; il secondo periodo invece è il periodo di dieta vera e propria, non ha limiti di durata temporale ed  è dedicato al graduale cambiamento del nostro metabolismo.

Il periodo di valutazione, noto anche come fase di prova, dura circa quattordici giorni, se strutturato in maniera corretta. Nello specifico, presuppone dodici giorni di scarico di carboidrati, cui segue un periodo di ricarica di zuccheri che dovrebbe durare circa 48 ore. L’obiettivo, come dicevamo, è quello di capire quanti carboidrati sono richiesti nella dieta, cioè la grammatura minima sopportabile.

Come iniziare?

Per cominciare la dieta metabolica cerchiamo di assimilare circa 30 grammi massimo di zuccheri al giorno: nel caso in cui dovessero rivelarsi sufficienti, questo valore potrà essere mantenuto anche durante la fase di dieta. Viceversa, nel caso in cui tale soglia minima dovesse rivelarsi insufficiente (con la comparsa di nevrosi, disturbi dell’umore, diminuzione dell’efficienza muscolare e altri sintomi dovuti alla deplezione glucidica), dovremo aumentare la dose in maniera graduale, di dieci grammi in dieci grammi, fino a quando raggiungeremo il benessere psico-fisico adatto al nostro organismo.

Conclusi i dodici giorni di scarico, è il momento della ricarica il nostro corpo con gli zuccheri: questo momento della dieta non deve durare più di due giorni, e prevede che la quota glucidica venga reintegrata. Ricordatevi però che prima di raggiungere questa fase, è importante trovare il giusto bilanciamento di zuccheri durante la i giorni di prova, altrimenti la dieta sarà vana.

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Cosa succede al nostro corpo?

A questo punto, si può passare alla fase di dieta vera e propria, a sua volta suddivisa in due periodi: un primo periodo di scarico, della durata di cinque giorni, con la quota glucidica corrispondente a quella che si è individuata in precedenza; e un secondo periodo di ricarica, della durata di due giorni.

Secondo le indicazioni di Di Pasquale, nei giorni di scarico della dieta metabolica è indispensabile suddividere gli elementi nutrizionali in questo modo all'interno dei vostri pasti giornalieri: 30 grammi di glucidi, proteine tra il 30% e il 50% e lipidi tra il 50% e il 60%. Durante i giorni di ricarica, invece, gli elementi nutrizionali dovranno essere distribuiti così: glucidi tra il 35% e il 55%, proteine tra il 15% e il 30% e lipidi tra il 25% e il 40%.

Pro e contro

Non va dimenticato, comunque, che la dieta metabolica presenta alcuni aspetti controversi: in primo luogo, essa risulta una dieta chetogenica, iperlipidica, ipoglucidica e iperproteica, e di conseguenza può non essere adatta a tutte le persone e non va protratta per lunghi tempi. Proprio per questo motivo, è consigliabile sottoporsi, prima di iniziare questa dieta, a un’analisi ormonale ed ematochimica, per verificare l’eventuale stress cui l’organismo potrebbe essere sottoposto con questo regime alimentare.

La dieta metabolica, inoltre, è povera di vitamine, di antiossidanti, di sali minerali, di fibre derivanti dai cereali, dalla frutta e dai legumi. In particolare, vengono a mancare vitamine come beta-carotene e acido ascorbico, minerali come magnesio e potassio che dovrebbero essere assimilati mediante integratori multivitaminici.

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